Come spesso mi capita, questo non è un post. Contravvengo alla regola ‘giornalistica’ che mi ero dato per questo blog. Questa è una piccolissima storia personale di un gruppo di amici. Lo è anche se le parole che leggerete sono state lette nella più bella piazza di Matera. Chiedo scusa a chi non capirà, ancor oggi non riesco a spiegarla, basti sapere che qualcosa è davvero è accaduto a Matera.
Un gruppo di amici ha dimostrato che ‘si può fare’. Senza riunioni, senza sponsor, senza permessi, senza patrocini, senza strategie di comunicazione. In fondo è stata davvero una storia di ‘semplicità’. ‘Che è difficile a farsi’. Per otto sere abbiamo occupato terrazze, angoli di piazza, stanzoni di ex-asili. Ci siamo portati dietro sedie, microfoni, chitarre, violini, tamburelli. Alla fine è apparso persino un contrabbasso. Amici e amiche hanno letto, cucinato, dato una mano, suonato, raccontato. Ci hanno seguito in una peregrinazione. In un viaggio strampalato. E’ stato un gran bel gioco. Sono apparsi i cevapicic alla serata bosniaca, l’humus in terra di Palestina, formaggi a Pomarico. Ho visto una famiglia mettere le sedie in strada per ascoltare meglio. Ho visto chitarre, violini e tamburelli accordarsi in qualcosa di strano e fuggevole. Otto presentazioni di libri. Allora, è vero: i libri possono uscire per strada e far parlare di sè.
Lascio dietro a me nostalgie che non conoscono rimedio, una foto dello ‘strappo’ del Carro (anche questo: scusatemi voi che di Matera non siete e io che non ho voglia di spiegare tutto) a Palazzo Lanfranchi (fini al 31 luglio, mostra dei ‘pezzi’ strappati al Carro) e dieci foto, fino ad agosto, nella preziosa Osteria Malatesta. Non è poco. Non è poco per me. Ed è senza trucchi. Come senza trucchi, scende il sipario. Ogni cosa ha una sua fine. Ci si prende per mano, si sospira, si sente l’emozione diventare sorriso, pianto, felicità. Il cuore finalmente rallenta. E allora, inchino di gratitudine. Un inchino per Matera.
Franco e i suoi Sassi
Questo è stato il saluto di Adele. In piazza San Rocco.
Ci sono esperienze che, semplicemente, meravigliosamente o inaspettatamente, ci capitano. Ci trovano ad accoglierle confusi, curiosi, a volte impauriti. Quello che può succedere da lì in poi sta a loro: sono loro che ci hanno sedotto, loro che ci sono cadute addosso, noi non le avevamo mica messe nei piani.
I ragazzi in attesa del Carro della Bruna
Con l’iniziativa I LIBRI SEMPLICI è successo così: ha fatto tutto da sola, ha preso e mi ha cercata. Confusa, curiosa, un po’ impaurita (fondamentalmente di togliere tempo e disponibilità totale alla cura di mia figlia Sonia) ho detto ma si, proviamo.
Tutto è iniziato quando ho invitato Andrea a mostrare una foto per Malatesta Art Project. Era ottobre quando mi scriveva: “Culliamo l’idea possibile-impossibile di passare un paio di mesi a Matera fra maggio e giugno. Si, facciamo questa mostra al Malatesta…facciamo due foto 70×100”. E poi: “Potremmo raccogliere strumenti semplici: scacciapensieri, cupacupa, guira…potremmo scrivere le storie…potremmo…intanto facciamo questa mostra…troviamo alibi e scuse”. E continuando: “Per la mostra penso a una foto grande e a quattro piccole per storia. Due storie. Dobbiamo solo decidere se le storie sono tutte lucane: Bruna e Maggio di Accettura? Oppure Bruna e Mawled di Tripoli? Oppure Bruna e…”.
Piazza san Rocco
La terrazza di Franco e Mariella
La mia risposta: “Bruna e Mawled di Tripoli, il compleanno di Maometto e i boccoli della Santissima. Maometto e Bruna, belli insieme, già me li immagino”. E ancora Andrea: “Provo…dammi tempo…a confondere i suoni del Mawled con i boccoli della Bruna…poi però invitiamo le donne che vestono la Madonna…ci verranno al Malatesta? Si, ci vengono”.
Piazzetta San Pietro Caveoso
Il cortile del laboratorio di Beppino
Passano tre mesi, nel frattempo, nei giorni del Natale, ci siamo incontrati in Toscana e durante una cena nella sua casa a San Casciano abbiamo parlato “seriamente” della possibilità di presentare i suoi libri a Matera e dintorni, l’idea era nata la notte di Capodanno all’Aia Santa di Vicchio.
Le Fucine dell’Eco, l’ex-asilo dei Sassi
Il circolo degli scacchi di Pomarico
Ecco la email datata 20 gennaio:”Settimana della vanità. Qui dovrai perdonarmi senza perdonarmi. Ma se davvero organizzassimo una simples-week attorno alla Bruna? La mostra (la foto grande e le quattro piccole) e poi una serie di presentazioni fra Matera e Modugno…che so: Kapu alla libreria, la Bosnia, visto che si parla di cibo all’osteria, la Dominicana a Bari, i Viaggiatori viaggianti a Modugno. Manca il Che (se sarà uscito) e la Palestina. Il Che ad Accettura e la Palestina al mare. Troppa fatica ma mi piace pensarlo. Poi finalmente cambio mestiere e vado a fare l’apprendista di cartapeste. Devo trovare la foto di Franco Palumbo che cammina verso i Sassi”.
Piazza della Cittadinanza Attiva
Via Ridola, di fronte alla Libreria dell’Arco
E’ così che è nata la rassegna I LIBRI SEMPLICI, Andrea non credeva possibile che traducessimo in realtà quell’idea invece…eccoci qua. Alla fine di questa esperienza posso dire tante cose, su tutte, che quel timore di sottrarre energie alla cura di Sonia si è rivelato infondato: dopo tutto questo viaggiare la mia immaginazione si è arricchita di storie, suoni e colori che ispireranno favole da raccontarle.
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