Eritrea/Macbeth ad Asmara
Non so, mentre scrivo, se Isaias sia morto davvero. E’ sparito di circolazione. Raccontano che non si vede più a quasi un mese. Forse è ricoverato in Qatar (vanno tutti in Qatar in questi mesi). Forse ha un tumore al fegato. Il ministro dell’informazione eritreo, Alì Abdu, smentisce con decisione: ‘E’ in ottima salute. L’ho incontrato questa mattina. Non viene in televisione perchè non vuole dare soddisfazione a chi mette in giro queste voci’. Altri giornali parlano già di un governo a interim. Asmara come la Mosca di Breznev, insomma. O la Spagna di Francisco Franco. Il tempo sarà galantuomo.
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| Asmara |
Poi, la follia. 1998. Una nuova guerra con l’Etiopia. Nel 2000, dopo centomila morti, una tregua che, da dodici anni, non riesce a trasformarsi in pace. Un paese schiacciato da quegli uomini che lo avevano liberato. Una storia fin troppa conosciuta. Isaias, nel 2001, ordina l’arresto dei suo fratelli di lotta. Gli uomini che avevano combattuto al suo fianco scompaiono dieci giorni dopo il crollo delle Torri Gemelle. A chi poteva interessare, allora, il loro destino? Da allora non se ne è saputo più niente. L’Eritrea si chiude a riccio. Diventa una Corea del Nord africana. I suoi ragazzi cominciano a scappare. A centinaia e centinaia muoiono nel disperato tentativo di attraversare il Sahara e il Mediterraneo. Stanno ancora morendo: in Libia, nel Sinai, in Sudan. L’Eritrea è un incubo dimenticato.
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| Il cinema Impero ad Asmara |
In questi mesi c’è aria da dramma finale in Corno d’Africa. Gli equilibri si scompongono nell’Africa a Sud del Sahara. E’ l’ombra lunga delle primavere arabe. L’Etiopia ammassa uomini e armi lungo la frontiera dell’Eritrea. Aspetta un pretesto. A marzo attacca ‘basi terrorostiche’ in Dancalia. Asmara non reagisce. Sa che non potrebbe resistere a un’offensiva etiopica. I giochi si accelerano. Sulla frontiera fra i due paesi ci sono troppi interessi. Multinazionali canadesi, indiane, cinesi, australiane stanno cercando e già portando alla luce potassio e oro. Forse petrolio, forse ‘terre rare’, forse litio. Bisogna chiudere le storie di guerra. Ora è tempo di business. L’Etiopia sta vendendo le sue terre. Quest’Africa sbanda sotto l’urto di un nuovo, moderno colonialismo. Le ribellioni arabe sono davvero un’onda che scuote anche il mondo africano. Dal Mali della rivolta tuareg alla prima guerra fra il Sud e il Nord del Sudan. Storie vecchie. Sangue vecchio che chiama sangue nuovo. E ora il tempo di Isaias sta finendo. Gli amici mi raccontano di ribellioni nelle città eritree, di arresti di uomini di potere ad Asmara. Niente che io possa verificare. Niente che non possa essere smentito nel giro di poche ore. Al solito: nessun giornalista può raggiungere Asmara.
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| Le donne di Asmara |
1, dopo aver scritto: E poi, Isaias decide che è tempo di apparire in televisione. Un video alla Tv di stato. ‘Sono andato all’estero per lavoro e ho viaggiato nel mio paese’, ha spiegato. Nessun altro commento. Si aspetta.





Complimenti Andrea, bellissime riflessioni…
Speriamo che sia l’inizio di una nuova era per l’eritrea!
Caro Andrea, mi dispiace mi hai deluso non per la tua posizione su pro o contro Issaias, ma per la serieta’ di lasciare sul tuo blog una notizia falsa di Aprile. Ti prego di provvedere.Derres