Andrea Semplici
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I bigliettini di Trastevere

I bigliettini sulla statua di Sant’Antonio

Chiesa di Santa Maria a Trastevere. Poco più delle otto del mattino. I mendicanti prendono posto nella piazza. Il ‘loro’ posto. Quali trattative vi sono state per decidere? Gli uomini rom camminano con il bicchieretto di plastica in mano: ‘Figli, fame, figli’. Le donne si sistemano agli angoli. Un ragazzo nero oscilla su gambe malferme. Lancia sguardi dal basso. Altri, più ambiziosi, trovano istanti di pace nella chiesa. Si siedono. Aspettano.
Davanti alla comunità di Sant’Egidio, due uomini e una donna, vestiti con eleganza da diplomatici, attendono una macchina con autista. Arriva con un ultimo colpo di acceleratore. Il fotografo si muove. Scende un africano di alto rango. La comunità ora ha un ministro nel governo. Fremono di orgoglio e di importanza. Un soldato di guardia osserva con indifferenza. Nelle orecchie l’auricolare bianco di un ipod.
Il messaggio di Ana y Antonio ai piedi del Santo
Dentro la chiesa, la statua di sant’Antonio è sommersa da biglietti di carta. Richieste di grazia, di aiuto, di incoraggiamento. I piedi del santo sono coperti dai messaggi. Qualcuno è riuscito a infilare un foglietto persino fra le dita della statua. Un messaggio, fra i tanti, è ben leggibile: Ana e Antonio chiedono l’aiuto di sant’Antonio perché Mari Carmen trovi un fidanzato. E’ scritto in spagnolo.
La piazza è bellissima in questa ora della mattina.
Roma, 25 novembre
Ps: a sera la piazza si svuota dei medicanti. Abbandonano i loro luoghi. Appaiono i suonatori,  i venditori di fiori e di chincaglierie. Solo il ragazzo nero dalle gambe malferme e dallo sguardo dal basso non si è mosso. E’ lì, a fianco della chiesa di santa Maria, da almeno dodici ore. Nel primo pomeriggio era seduto, leggeva un fumetto con una sigaretta malridotta in mano. Il cappuccio quasi tirato sugli occhi. A sera stava travasando vino in una bottiglia di plastica.

Enzo in San Francesco a Ripa


A notte, incontriamo Enzo. Suona la chitarra in San Francesco a Ripa. Vive a San Basilio. Aspetta sempre l’ultimo autobus. Viene ad ascoltare la musica dentro il caffè. Gli offriamo vino e torta al cioccolato. Poi ci invita a uscire e per noi suona De Gregori. ‘Hanno ammazzato Pablo’. Già, e Pablo è vivo.

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