Matera, Festa della Bruna/Appunti per un racconto che non ho scritto. I ragazzi delle transenne
Un giorno, un due luglio, a Matera, mi piacerebbe fare una strana mostra.
L’attesa dei ragazzi, addossati alle transenne, è lunga ore. Aspettano. Aspettano di saltare, di correre, di prendersi un pezzo del Carro Trionfale. La Madonna della Bruna è tornata alla chiesa di san Francesco e ora il carro è ‘offerto’ al popolo. E, nella notte del 2 luglio, il popolo sono loro. I ragazzi della transenne. Ne intuisco l’energia, la forza, l’adrenalina, il narcisismo, la passione. Ne conosco l’amore per la loro città. Hanno pazienza e impazienze. Sanno aspettare, ma i loro muscoli sono già scattati.
C’è un tempo in cui tutti, nella piazza, aspettiamo. I fotografi e la gente con le telecamere gira (forte del loro ‘passi’), con qualche apprensione, per il vuoto. Un vuoto-pieno. Il loro spazio è un deserto nell’attesa. Ma a dieci metri, ci sono i ragazzi delle transenne che già spingono e si sporgono per vedere dove è il carro. E allora, privilegiato nel tuo poterti muoverti, scatti le foto di quei ragazzi trattenuti da polizia e ferro. E loro si mettono in posa. Vogliono mostrarsi. Far vedere il loro coraggio. E, a volte, ho visto queste foto diventare copertina delle loro pagine facebook. Le foto che diventano ‘prova’…
Ecco, mi piacerebbe, una sola, volta, mettere grandi foto dei ragazzi delle transenne, su quelle stesse transenne. Foto in attesa. Raffigurazione della passione. Rappresentazione di un tempo immobile, eppure così in tumulto. E poi mi piacerebbe vederle ‘strazzare’. E che qualcuno si porti a casa un frammento di una foto.
Dal pomeriggio, oggi, i ragazzi delle transenne saranno lì.





















