Gente di Aliano, gente ad Aliano/Amaro Ammore

Canio, Alessandro, Emmanuele.
Due emme per un archeologo-geografo. Canio, dove ho già sentito questo nome? L’organetto di Alessandro l’ho visto apparire fra i calanchi di Aliano. E vidi un cane danzare di fronte alla sua musica.

Dai confini della piazza, confondo Canio con Tom Waits. A volte, penso a Woody Allen.
Starei ore e ore a sentire Canio. Una volta, ricordo, l’ho seguito fino a Foggia. E non ero mai stato a Foggia.

‘Cerco coordinate, punti nelle spazio, nel tempo. Cerco tracce’. A volte mi illudo di averle trovate.
‘Cerco parole che rompano il silenzio, scavino in una memoria, vocabolario comune. Un amore, ovvero il senso di sé’

‘L’organetto è lo strumento dell’arte dello struggimento, lacera la melodia’. Ascolto Alessandro, vedo il tumulto, lo avverto nelle mie gambe e in un punto fra spalla e collo. Eppure lui mi appare tranquillo: come fa? Eppure la sua musica apre ferite, contraddizioni

Finalmente lo dice: ammore/memoria. Il ricordo dell’ammore. Messinscena di uno smarrimento.
Un linguaggio comune? Un vocabolario che ci renda compagni.
Ancora una volta.

‘Amaro ammore è la risposta giusta. Quella che non ammette repliche’

‘Il solo modo di rispettare una tradizione (un amore?) è tradirla, cioè trasmetterla e mutarla’

