Andrea Semplici
EtiopiaIn evidenzaItalia

Solstizio

Nella notte si ricomincia

Tina nelle pagine centrali

Tinissima ai piedi delle scale

E’ sempre lì

Fog
Fog

 

Ma non è in attesa

Charlotte:

‘Sì, a me piace sparire.

E’ così.

Vedo le persone.

Poi non le vedo più.

Forse non ci rivedremo mai’.

Mare
Mare

Penso che è sparita. Si è cancellata.

Oggi non ti rassegni.

Un tempo, una nave, un aereo

E non c’eri più

L’illusione del presente

Non è possibile

La ferita sanguina di più e non conosce cicatrici

Per l’abbaglio della contemporaneità

 

Il senso?
Il senso?

 

‘E se rinunci un’altra volta, se inghiottisci

la chiave dello scrigno’.

Pazienza.

 

Ti voglio fra i piedi.

E’ stata la frase sbagliata?

 

Il poliziotto ha alzato il dito

e maledetto. La luce, i quadri, il torrente del sangue

Mutazioni
Mutazioni

 

Tinissima

Sono sopravvissuto. E non volevo.

Il mare accelera

Panico.

Ma, scrivo sempre: ma…

Stringo la cintura rossa

Non dico una parola da quando sono partito

Apro il giornale.

Sono in volo

(Viaggio verso la ‘mia’ Etiopia. Attesa all’aeroporto di Istanbul. I giochi strani del tempo. E poi Tina, a salutarti. Per due volte)

 

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