Solstizio
Nella notte si ricomincia
Tina nelle pagine centrali
Tinissima ai piedi delle scale
E’ sempre lì

Ma non è in attesa
Charlotte:
‘Sì, a me piace sparire.
E’ così.
Vedo le persone.
Poi non le vedo più.
Forse non ci rivedremo mai’.

Penso che è sparita. Si è cancellata.
Oggi non ti rassegni.
Un tempo, una nave, un aereo
E non c’eri più
L’illusione del presente
Non è possibile
La ferita sanguina di più e non conosce cicatrici
Per l’abbaglio della contemporaneità

‘E se rinunci un’altra volta, se inghiottisci
la chiave dello scrigno’.
Pazienza.
Ti voglio fra i piedi.
E’ stata la frase sbagliata?
Il poliziotto ha alzato il dito
e maledetto. La luce, i quadri, il torrente del sangue

Tinissima
Sono sopravvissuto. E non volevo.
Il mare accelera
Panico.
Ma, scrivo sempre: ma…
Stringo la cintura rossa
Non dico una parola da quando sono partito
Apro il giornale.
Sono in volo
(Viaggio verso la ‘mia’ Etiopia. Attesa all’aeroporto di Istanbul. I giochi strani del tempo. E poi Tina, a salutarti. Per due volte)
