Cronache da Gerusalemme.11/Il Muro in asilo
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| Il check-point (chiuso) di Betanya |
Il Muro ha trasformato l’urbanistica di Gerusalemme. Quartieri palestinesi sono diventati periferia. Pezzi di città sono stati espulsi dalla sua geografia urbana.
Alle spalle del monte degli Olivi, il Muro è un’onda. E’ un linea sinuosa, aggressiva. Il Vaticano ha trattato per ‘difendere’ i luoghi sacri: voleva che rimanessero ‘al di qua’ di questa barriera di cemento alta otto metri.
Niente da fare per la tomba di Lazzaro. Il quartiere di Betanya, az-Azareyah, ‘il luogo di Lazzaro’, è stato spezzato dal Muro. Oggi quest’uomo benedetto dal divino non potrebbe risorgere in una terra di pace. Il suo sepolcro è ‘al di là’ della fortificazione israeliana.
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| Il Muro a Betanya |
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| Il check-point di Betanya (sempre chiuso) |
Le suore comboniane hanno ‘casa’ a Betanya. Suor Alcia mi porta sul tetto e quello che vedo è irraccontabile. Il Muro si è insinuato nel quartiere arabo, ha zigazagato ai confini di un vecchio cimitero, ha chiuso strade, diviso vicini, ha spezzato famiglie, separato amici e compaesani. Alla fine, nonostante le proteste dei Nunzio apostolico, ha strappato i bambini palestinesi dall’asilo delle suore. La diplomazia vaticana ha ottenuto solo che la barriera fosse costruita in ferro e non in cemento: il Muro attraversa il cortile della scuola materna comboniana. Per costruirlo sono stati abbattuti alberi. Adesso sono dipinti sul metallo.
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| Il Muro nell’asilo. Si vede il vecchio cimitero palestinese. Al di là del Muro |
Il varco di un check-point aveva lasciato una speranza: i bambini avrebbero, comunque, potuto raggiungere l’asilo. Così non è stato. Questo passaggio non è mai stato aperto. ‘Qui venivano cinquanta bambini – dice suor Azezet Kidane, comboniana dalle origini eritree – Ne sono rimasti solo quattro: ogni giorno devono fare chilometri e chilometri per arrivare fino a qua, passare davanti a soldati armati e prendere due autobus. E la loro casa è distante poche centinaia di metri dall’asilo’. Il Muro è un serpente fra le case. Un condominio di tre piani è stato costretto a diventare Muro pur di rimanere ‘al di qua’. Non posso credere a quel che vedo dal tetto della casa comboniana. Lo spazio del cortile dell’asilo è sbarrato da lastre di metallo.
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| Il Museo a Betanya. Il condominio è diventato parte della barriera di cemento |
Azezet e Alicia hanno deciso di vivere ‘al di là’ del Muro. In terra di Palestina. A dieci metri dalla loro vecchia casa. Una distanza impercorribile. Devono fare diciotto chilometri, passare un check-point per andare dalle sorelle che, dalle loro finestre, salutano a voce.
Gerusalemme, 27 febbraio





