Gente di Aliano, gente ad Aliano/Il canto di Caterina


Sempre da una nostalgia/si parte per arrivare/al canto/Il canto è della lontananza/Il canto è della partenza/il canto è della nostalgia


Ho visto danzare Caterina sulle pietre di Aliano. Piedi scalzi, un fazzoletto bianco in mano. Allora, la foto si scattò da sola. Era vestito di nero.


A sa boccuccia le belli parole/‘nmienz’a su fronti ‘na stella lucenta

Ho visto Caterina apparire…no, ho sentito la sua voce apparire dall’altura di un calanco. Un canto nella solitudine, per un giorno affollata, di Aliano. Era vestito di rosso.
Oi amore, amore, amore che fatt’innanzia/E amore amore che aggie fatta danna


Ho visto Caterina insegnare canto e poi apprendere canzoni dalle cuoche del paese. L’ho vista intrecciarsi in capelli e camminare alla testa di un corteo notturno verso la tomba di Carlo Levi.
‘E’un antico canto lucano per la raccolta delle olive…l’ho trovato tra le radici di un ulivo saraceno…non mi credete?’


Ho visto Caterina nell’officina di suo padre. Ha un padre carrozziere. Che costruisce anche mosche da pesca. E’ una delle officine più straordinarie della Terra.
Fronni d’alia attaccati li triccia/Ca lu tuo padri t’adda a marita’


Devo ritrovare queste foto.
Oh figghjio oh figghio/cume voglio fa oi figghjo ohi figghjo ohi figghjio/ohi cume vogghje fa ohi figghje/ohi senza di te ohi figghje ohi figghje

Quest’anno ha dovuto sistemarsi un microfono quasi davanti alla bocca. Era preoccupata per le mie foto. Non so ancora come fotografare le voce di Caterina. Era vestito di bianco.
‘ssatela ballà ue’ lassatela abballa nu’/uè lassatella abballa’ nu la facite ‘ncujata’/‘ssatela abballa’ nu’ la facite ‘ncujata’




Carissimo Andrea, i fotografi come te sono rari e preziosi. Questo tuo racconto per foto e parole della mia voce è quanto di più bello potessi immaginare. E’ a sua volta un canto di straordinaria potenza. Scrivi che non sei riuscito ancora a fotografare la mia voce. Non credo, ci sei riuscito eccome, se vedendo queste immagini pare quasi di sentirla quella sfumatura dolce, oppure il graffio, o il dolore che scaturito dall’anima cerca di trovare un suo spazio nella gola e fa vibrare le corde nell’ intero corpo che si fa melodia. Pare di prestare orecchio a tutti i i sentimenti dell’ animo umano che trovano espressione nel cantare, prerogativa umanissima. L’ avverto come un miracolo, questa speciale condizione umana del poter cantare, come un elemento della natura pari all’ acqua, al fuoco, alle vastità del cielo e delle stelle, un elemento vivo come tutte le creature che abitano la terra. Nelle mie elucubrazioni più sfrenate penso che l’ universo stesso sia melodia. Che Dio sia melodia. Grazie. Caterina
Un abbraccio forte, Caterina…non avevo letto, ti ringrazio, ci ritroveremo..