Le occasioni di Granada

Una differenza fra le foto e le parole.
Come se la lente cercasse una storia diversa.
Come se non fosse possibile compiere due gesti nello stesso momento.
Come se le braccia e gli occhi avessero attenzioni (o paure) diverse.
Già, la paura. Lei indicava altre storie.
Come se…

Ho sempre sostenuto che io non so niente di fotografia
La macchina scatta da sola.
Ho fotografato poco, al di fuori dei poeti.
Ho sempre il sogno di fotografare la musica e le parole.

Ho preso pochi appunti, il taccuino è vuoto, la parola si è allontanata.
Le piccole volpi sono gentili e cercano di raccoglierle.
Hanno le braccia colme di parole, alcune scivolano via. Cadono a terra, arrivano, ghiotte, le formiche
Le piccole volpi cercano di rimetterle nella mia pancia. Le ignoro. Fino a quando posso ignorarle.

Ascolto, all’arrivo, il rullio delle ruotine sull’asfalto nella folla del mercato
Ascolto, all’addio, il rullio delle ruotine nel silenzio dell’alba. C’è un deposito di bare.
Che strano mochillero in là con gli anni: il rumore delle ruotine, una cantilena di materiali inerti.

La ragazza del NicaBus primo passo dell’addio.
Almeno scrive con una penna e usa il telefono.

Le serate sbronze con il miglior cineasta del mondo.
Parliamo di Ettore Scola. Di una panetteria a Roma. Di Vittorio De Sica.
C’eravamo tanto amati.
Io, birra Toña. Lui, birra Victoria.
Lui molte birre Victoria. Non ho nemmeno bevuto in questo andare.
Nostalgia.

Calle Consulado, settecento metri, nella notte. I guardiani sorvegliano la Grande Casa bianca dei poderosi, le slot machine, il money transfer, il garage. Ogni notte li saluto: prima un gesto, un cenno della testa, poi un buenas. A notte, è un grido sussurrato nel buio.

‘Cuando los poeta estan en el poder, pierden.
Cuando estan en la catacumbas gañan’. E qui siamo in Nicaragua.
Dove i poeti hanno fatto la Rivoluzione. E l’hanno persa.

Hanno aumentato il salario di A.: un dollaro in più al giorno.
Sei dollari al giorno per lavare pentole e tovaglioli e tagliare cipolle. Dieci ore.
A J. danno un giorno libero al mese. Nessun seguro. Conta di risparmiare un dollaro al giorno.
In otto anni spera di costruirsi una casa in legno di una sola stanza.

Non ho più visto Wilwer. C’è Demetrio. C’è l’uomo dei giornali all’angolo della piazza.
Non c’è più il negozio dei vestiti usati. Il palazzo dei Chamorro è diventato hotel fusion.
L’hotel Alhambra, il più snob della città, è diventato albergo di mochillero.
Proprietà israeliana, multinazionale, dicono. I gringos con lo zaino sono mercato.

Il vigorón, ecco sono a Granada. Hanno aumentato i prezzi.

Lucy consiglia un jugo di leche, piña, banana e un pizzico di ginger.

Accade anche che:
una poeta irlandese ricordi Carlo Giuliani e Rachel Corrie in una piazza di Granada.
Devo ritrovare il suo nome. Sono andato a ringraziarla, con le lacrime per i ragazzi

Accade anche che:
i ragazzi dell’Honduras, i poeti dell’Honduras (Carlos, Nestor, Martin, Salvador…) si abbraccino di continuo. Spalla sinistra contro spalla sinistra. Cuore che tocca il cuore. Che meraviglia. In Honduras vi è bisogno di toccarsi.

Kevin si ferma, nella macchina ci sono due cani: ‘Vai a Granada?’. Un passaggio. Kevin fa il musicista, ha il bar dei vecchi Beatles, non passo a trovarlo a sera. E ora ne ho rimpianto.

P. deve andare a casa a cercare la scarpa con il tacco. Vuole essere elegante. P. ha una sola gamba.

Mi piace il gesto delle donne che preparano la papusa. Mi piacciono le parole: ‘Palmear la mesa’

L’ultimo poeta lascia la tarima e i ragazzi, di solito così indolenti, diventano piloti di formula Uno. In mezz’ora, tutto è smontato (deve essere una storia di soldi). ‘Non è successo niente’.


Poesia dell’imagine, imagine della parola. Nulla é spiegato ne didascalico. Questo é la funzione principale dell’arte.
Questo é serio.
Grazie Andrea Semplici
Hola, Juan, è così parli perfettamente l’italiano. Mi hai fatto il complimento più bello e inaspettato e imprevisto. Io so cosa ho fatto o cosa sto facendo. La macchina fotografica mi serve per sconfiggere la timidezza. Le parole faticano. Credo che siano le dita a scrivere. Mi piacerebbe ritrovarti un giorno. Grazie.