Adios muchachos, companero de mi vida

Tony, el mesero, il cameriere più simpatico di Granada. Viene da Bluefields. E’ altissimo

Adios ai capelli di Gioconda y Evelyn

Adios al cubano furente. E aveva ragione a essere furente

Adios a Ernesto, sin palabras y ho imparato: nessuna domanda. Los molestan.

Adios ai tatuaggi dell’uomo della parola di Portorico

Adios alle maschere che non mascherano

Adios a Natalia Ana Patricia che mi ha raccontato di come sia possibile nascere due volte

Adios al poeta delle parole sussurrate. Che ha il dono della sincerità.

Adios a Aaron, che si chiama Pagaso e che volò dal Mexico tan violento alla pace di Diriamba. Ma sa bene che non sta cercando la pace, ma la vita

Adios a Carlos, che riuscì a raccontare Dirià e ora insegna a Managua. E sempre non abbiamo tempo

Adios, al gran poeta de la isla. Che si nascondeva nell’angolo più invisibile di un caffè per leggere un libro con la tranquillità E solo ora mi rendo conto che sta leggendo a Baricco.

Adios a los poetas que non saben de ser poetas. Già, chi è un poeta?

Adios a las mujeres que van el bus por las mesetas. Y ganan el dia con chilometros y fatica

Adios al ragazzo che, con sfrontatezza, si è seduto in prima fila e ha cercato di vendere animali di foglia a Gioconda

Adios a Carlos, che non ha voce, ma il palcoscenico sarebbe vuoto senza di lui. E i ragazzi, che mai hanno conosciuto la rivoluzione, lo amano

Adios al fotografo Demetrio, che mi ha raccontato della sua rolleyflex e che, dopo mille anni, ama ancora la pellicola


peccato non essere con voi
sauro
E’ che bisogna passare più volte dagli stessi luoghi, Sauro. E fermarsi, fermarsi. Non ho trovato Oreste e questo mi è dispiaciuto. Ma io sto bene qui, il mio corpo sta bene qui.
Grande Andrea!!!
E’ che io sto bene qui. Mi piace il cibo, mi piace il clima, mi piace la lentezza, mi piace il lasciarsi andare. Non sarei mai dovuto andare via da questa terra. E ora come si fa? Grazie, Vittore