Andrea Semplici
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Casting/Doho Lodge, mutazione di una donna

Pausa

 

Una piccola parte in questo non-diario. Dedicata ai personaggi-comprimari. Intepreti di camei nel tempo del viaggio. Al Doho lodge troviamo i ragazzi della borghesia etiopica. Almeno è quel che immagino. Si regalano un fine settimana lungo nei giorni del Timkat, il calendario religioso è occasione di una vacanza. Il lodge è affollato. Una camera, a dare retta al loro sito, costa poco più di cento dollari a notte. Il reddito procapite dell’Etiopia, dice la Banca Mondiale, è di 76 dollari al mese. Una buona segretaria guadagna 30mila birr al mese, circa 170 euro. Chi sono queste coppie o questi gruppi di amici che stanno passando tre giorni nelle acque calde del Doho Lodge?

I lodge offre anche cespugli di tende a igloo. Qui dormono molti ragazzi in gita e i nostri autisti. A noi, i bungalow del lodge, vialetti fra le acacie.

Piccola felicità

Una donna sui trent’anni è felice. Passa di vasca in vasca. Si immerge, riemerge, scompare di nuova. Si distende sui bordi delle piccole piscine. Si mette sotto i colpi dell’acqua calda che scrosciano nella vasca. Indossa un abito bianco e nero e pantaloncini da ciclista come costume. È assieme a un uomo della sua stessa età. Lui non si tuffa, ma rimane seduto con i piedi penzoloni in acqua. Cellullare in mano. Bella coppia. Lei gli getta acqua addosso, lui cerca di proteggere il telefono. La fotografa. Seguo per un bel po’ i loro movimenti.

Sì, lei merita una piccola parte. Un’Etiopia urbana (dove abitate?), agiata, chi sono, che lavoro faranno? Lei si mette controsole, allarga le braccia, è un silhouette nera, la luce del tramonto illumina il profilo del suo corpo.

Riappaiono a sera. Al ristorante. Al Doho Lodge sono superlenti, si ordina nel pomeriggio, ma è un trucco che non funziona, si aspetta. Non esiste la fretta, la notte è leggera. Riappare la donna. Assieme al suo uomo. Metamorfosi. La ragazzina felice della vacanza e dei giochi d’acqua, adesso indossa un abito lungo, un po’ etnico, un po’ da serata danzante in spiaggia. Un elegante scialle color vinaccia, poggiato sulla spalla destra. Labbra di rossetto, qualche crema sul viso, che mi appare più chiaro rispetto a quello che mi aveva attratto nel pomeriggio. Occhi truccati, capelli-treccina. Spigolosa. Non ha le rotondità morbide di molte donne degli altopiani. Senza alcun motivo, ne sono affascinato. L’eleganza della donna è occidentale? E perché dovrebbe colpirmi? È davvero lei? Una mutazione da bambina di gioia a una donna di eleganza africana in poche ore?

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