L’agenda

Cosa smarrisci con un’agenda?
Numeri preziosi: come ritrovare il frate di Gemona? O il bibliotecario di Latronico?
I giorni passati. Scomparsi così. Senza un segno. E’ importante la memoria?
E’ importante sapere cosa hai fatto il 3 di febbraio?
Svanite le promesse che ti eri fatto, i buoni propositi, le cose che dovevi scrivere e che non scriverai (ma non perché hai perso l’agenda)
Dove eri quel giorno? Dove eri?
Numeri segreti.
Già, i segreti.
C’erano petali al giorno del mio compleanno, petali porpora del primo dell’anno.
Petali raccolti il primo dell’anno a Lalibela.
Una bouganville di un giardino d’Africa.
Le maniche della mia giacca sono tarmate.
L’agenda se ne è voluta andare. Da giorni cercavo di perderla.
Era caduta per terra, l’altro giorno, per strada. Un amico l’aveva raccolta.
Ho ripercorso il cammino.
Sì, ho controllato l’ora dell’appuntamento con il medico.
Sì, credo – ma non ne sono sicuro – di aver cercato un numero segreto.
Poi l’agenda dalla copertina celeste è scomparsa.
Ho cercato dalla pasticcera, all’edicola, al bar, in biblioteca, dal medico, in macchina,
nelle troppe case. Già, le troppe case. Una sola agenda, le troppe case.
La prima cartolaia aveva agende sgraziate. La seconda cartolaia non ne aveva più. Ad aprile l’anno è già finito. E’ il mese in cui le agende sono insoddisfatte.
La terza cartolaia aveva agende eleganti. Ho scelto l’ultima rimasta. La meno snob. Forse ho solo voluto risparmiare. Ho comprato un’agenda da banca. Con una copertina nera.
Con lei passerò i giorni.
Una piccola foglia di timo, fra le pagine.
Ricominciamo.

Bravo Andreà sei un vero poetà!
Buona primavera
Patrice
Ciao, Patrice, un giorno dovrai mettere su una casa editrice. Io ti faccio da segretario, sto lì. Grazie, ci vediamo alla fine del mese, quando risaliremo verso il Veneto