Andrea Semplici
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Mario Dondero/Cinema Mon Amour

Al Terminal Dondero di Fermo, fino al 12 aprile, la mostra ‘Cinema, mon amour’. Le foto scattate da Mario Dondero sui set dei film.

1961

Umberto e Gerardo si offrono di venirmi a prendere alla stazione di Porto San Giorgio.

Siamo tutti colpiti da Donderite. Mario Dondero è stato ed è ancora contagioso. Non aveva patente e cercava passaggi. Come si fa a fare il fotografo senza patente? Poi penso che si fanno buone foto quando si va a piedi. Se arrivava a notte (e capitava), usciva dalla stazione e si incamminava verso Fermo. O verso Accettura. Qualcuno sarebbe passato e lo avrebbe portato a casa. O dove aveva intenzione di andare. O, in ogni caso, qualcosa sarebbe accaduto.

Bar Fleet street a Fermo. Mario era di casa

‘Non riusciva a stare fermo’, mi conferma Laura. (E infatti è venuto a vivere a Fermo). Il movimento era il suo destino, la sua anima. Come lo era intrecciare relazioni, amicizie, complicità, amori improvvisi, corteggiamenti. Sparire e riapparire di continuo. E lasciare nell’aria leggerezza, grazia, amicizia. Il suo ricordo è un’allegria felice, sorridente. A Mario riesce anche adesso essere presente, riesce riunire gli amici, li fa aspettare, li incoraggia, li fa incontrare. I suoi doni sono sempre bellissimi e preziosi.

Lea Massari
La prima volta che venni a Fermo/Altidona

 

Mario e Claudia

Non so chi abbia avuto l’idea di creare uno spazio espositivo dedicato a Mario Dondero nel terminal dei bus di Fermo. I miei applausi a chi lo ha deciso. Non esiste un luogo più adatto dove ricordare Mario. Un luogo di partenze, di arrivi. Perfetto e molto bello. Al terminal Dondero, nel giorno di San Valentino, è stata inaugurata la mostra delle foto che Mario ha scattato nel magico mondo del cinema. ‘Cinema Mon Amour’. La foto della locandina è incredibilmente bella: era il 1961, Claudia Cardinale aveva 23 anni e Mario ebbe il privilegio di fotografarla. E credo che nessuna foto ne racconta la bellezza come questa immagine dove lei nasconde i suoi occhi. Chi altro avrebbe fotografato Claudia a questa maniera?

La casa di Mario

 

Il pruno bussa alla finestra
La tomba di Mario

Arrivo al Terminal Dondero. C’è una piccola folla. Molti sono fuori. Mi intrufolo fin dove posso. Laura legge le parole che ha scritto. Vuole essere precisa, non vuole dimenticare. Dice: i doni di Mario sono la meraviglia e la curiosità verso la vita, l’aspirazione naturale alla fraternità, l’antifascismo infinito, eterno.

E poi c’è il cinema. L’amore per il cinema. Marco Tullio Giordana spiega che Mario non era un fotografo di scena, ma passeggiava per il set dei film. Era attratto da quanto avviene mentre si gira un film. Uno specchio della vita, nella finzione e nella realtà. Non aveva regole, Mario, non seguiva i copioni come dovrebbe fare il fotografo della creazione di un film. Mario cercava l’intimità con la gente del cinema, che fossero attori o attrici famosi o gli elettricisti della troupe o gli autisti dei camion. Mario amava la fantastica libertà del cinema.

Genova per noi
Mario, i viaggi

Svegliarsi con Ernesto a casa di Mario

‘Nel buio della sala si è da soli, ma con gli altri. Quando si riaccende la luce, spesso la gente si abbraccia e si conosce per le emozioni che si sono provate assieme. Si fanno dei corsi accelerati di amicizia, che magari durano tutta la vita’.

Mario è stato uno straordinario maestro di questi ‘corsi accelerati di amicizia.

Françoise. Dedicato ad Aldo Garzia

 

Anni ’90

E ora posso fermarmi davanti a Françoise Hardy e la sua minigonna alla mostra del cinema del 1966, devo scoprire chi è Bulle Ogier anche se me ne innamoro senza conoscerla, guardo Federico Fellini per cercare di scoprire il suo genio, Orson Welles che non girò mai la Bibbia per i voltafaccia di Dino De Laurentis, Lea Massari così amata, il volto bellissimo di Yves Montand, Bernardo Bertolucci nato Prima della Rivoluzione, era il 1964, infatti; Gian Maria Volonté in una strada di Roma e si capisce subito che è un uomo ‘giusto’…nelle foto di Mario questi uomini e queste donne diventano ‘familiari’, amici ben conosciuti, parenti. Questa è la bellezza delle foto di Dondero: l’empatia, la ‘semplicità’ che è ‘difficile a farsi’, ma che Mario riesce almeno a farcela intravedere.

E poi scopri che ha fotografato anche Toni Servillo. Nel 2014.

 

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