Matera-Como/Quel cerchietto di sabbia da dove tirare il rigore
Da anni e anni non vado alla stadio. Amo il calcio. Mi commuove Messi, guardate il gol che ha segnato al Bilbao. Ho l’età per aver visto Trapattoni fermare Pelè (che quella sera si guardò bene dal brillare) e aver creduto, in una casa del popolo oltre ogni sudore, che Antognoni avesse segnato un quarto gol al Brasile. Ieri, alla stadio di Matera, un uomo che stava lì a tracciare le righe di fondo mi ha raccontato di quando da bambino aveva visto la sua squadra in serie B, trentasei anni fa, e mi ha mostrato l’angolo in cui sedeva con suo padre. Penso, con qualche retorica (ma il calcio è anche questo: retorica ed epica), ai milioni incassati da un dirigente Fifa delle Cayman (un dirigente del calcio mondiale che viene dal più spregiudicato ‘paradiso fiscale’ del mondo) e ai ragazzi che, nelle notti, giocano nei tornei di Fiffa inda Street nelle strade della cittadine pugliesi. Partite tre contro tre, sette minuti da giocare, ‘il calcio che fa bene alle ossa’. Oggi pomeriggio si gioca Matera-Como, semifinale per la serie B. Torno allo stadio.














